LA STORIA DEI SANTI MARTIRI

I TRE SANTI MARTIRI

TELA RAFFIGURANTE IL MARTIRIO

IMMAGINE SS.MARTIRI

Lentini e i tre Santi

La chiesa Madre

Subito dopo il martirio fu utilizzato un edificio di proprietà di Tecla per dare una dignitosa sepoltura ai corpi dei tre Santi fratelli, ma la mancanza di mezzi economici impedivano di costruire un fabbricato più elegante. La chiesa fatta costruire da Tecla nel 1518, dopo l’arrivo delle riconquistate reliquie, era stata ingrandita e migliorata. Il terribile sisma del 1693 che si abbattè su tutta la Sicilia orientale impose precedenza di ricostruzione della città. Intanto si era deciso di utilizzare come cattedrale il già esistente e maestoso tempio degli astronomi greci, trasformato in chiesa cristiana, fu dedicata a Santa Maria la Cava e distrutta durante la dominazione araba in Sicilia e sembra che si trovasse ove sorge oggi la chiesetta della campana. Un decreto dell’arcivescovo di Siracusa Monsignor Termini , decise di unificare le due precedenti chiese e diede il suo assenso alla costruzione di un'unica chiesa madre nello stesso luogo ove la troviamo oggi e che su decisione arcivescovile fu chiamata Santa Maria la Cava e Sant’Alfio.

Ultimata nel 1750 la chiesa ha tre navate e si presenta con una elegante facciata settecentesca, impreziosita da un portone centrale in legno e con un ampio sagrato circondato da una elegante inferriata. All’interno troviamo una bellissima tavola della Madonna del Castello compatrona di Lentini assieme ai Santi Alfio, Filadelfo e Cirino. Nel tetto della navata centrale vi è dipinta la consacrazione di Neofito a vescovo di Lentini, nella seconda l’ascesa al cielo dei tre Santi Martiri accompagnati dalla Madonna nella terza il battesimo dei primi catecumeni. Ma nel 1990 ancora un sisma si è accanito contro di essa danneggiandone le navate.

Martiri cristiani famosi

Il martirio ha caratterizzato la storia della religione cristiana e ha segnato profondamente l’esperienza religiosa di quanti sono credenti, tingendola tristemente di un nota di sofferenza e profonda compassione. Tra i martiri cristiani più famosi occorre ricordare certamente San Lorenzo, il quale venne bruciato vivo durante la persecuzione dell’imperatore romano Valeriano, Santa Caterina d’Alessandria, che fu fatta morire attraverso una ruota dentata e la caduta da una rupe intorno all’anno 304 dopo Cristo, oppure San Sebastiano, illustrato innumerevoli volte in vari luoghi di culto mentre viene martirizzato con delle frecce appuntite.

Invece di perdere tempo su Live Sex Chat, dovremmo guardare il lavoro e le opere compiute da queste persone, che hanno sacrificato la loro vita per gli ideali e i principi religiosi in cui credevano. Non serve guardare Live Sex Chat per trovare compagnia, quando la compagnia può derivare dalla condivisione con le persone che ci circondano e che ci possono aiutare lungo il cammino della nostra vita. Sebbene si possano trovare e iniziare a conoscere diverse persone su Live Sex Chat dal http://www.camplace.com, non è la stessa cosa poter ascoltare aneddoti e riflessioni in merito alle scelte di vita intraprese dai martiri che hanno fatto la storia della Chiesa cristiana. Le loro motivazioni, il loro impegno, la loro dedizione, quello spirito saldo e forte che li ha caratterizzati sia nella sfera pubblica che in quella privata.

Qualcosa di unico e speciale che non può essere pienamente compreso stando tutto il tempo attaccati al computer su Live Sex Chat, ma che può essere analizzato e condiviso informandosi e leggendo la biografia di santi e martiri. Alcune persone e fedeli vedono i martiri come figure da cui prendere esempio per la propria stessa esistenza. Ovviamente non per quanto riguarda la loro tragica fine, ma per la tenacia e la costanza che li ha contraddistinti fino all’ultima parte della loro vita.

Lo stesso vale per la forza d’animo e il coraggio che hanno dimostrato di fronte a certe scelte, per esempio quella di lasciare tutte le agiatezze e le comodità per aiutare la gente più debole ed indifesa. Oppure continuare la propria opera missionaria e di carità ben sapendo che gran parte delle proprie parole non sarebbe poi stata nemmeno ascoltata. L’idea di avere un’idea fissa, uno scopo ben preciso, un futuro che si orienta verso il voler far del bene al prossimo e il professare con gioia ed entusiasmo la propria fede religiosa è una delle ragioni che ci spinge ad apprezzare ancor di più le opere fatte dai martiri e a riconoscere la loro importanza.

Non solo per chi crede e appartiene alla Chiesa ma anche per coloro che sono in cerca di un modello di vita da seguire, una guida spirituale che possa fornir loro qualche utile consiglio, anche e soprattutto nei momenti più bui e complicati. Un martire è colui che non ha smesso di credere nonostante le imposizioni effettuate con la forza e i gesti carichi di odio e violenza. Una figura da rispettare e a cui pensare in diverse occasioni della nostra vita.